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C’era una volta la Fiorentina…

Erano tempi diversi rispetto al calcio che siamo abituati a vedere oggi, tanti campioni che davano alla Serie A quello spettacolo invidiato da mezza Europa e la Fiorentina c’era dentro. Di giocatori importanti a Firenze ne sono passati, da Baggio a Batistuta, tutti se ne sono andati, ma non così presto, non come adesso.

Ora la Fiorentina sembra diventare a poco a poco un supermercato, un vivaio per le squadre con alta disponibilità economica, cosa che fino a pochi anni fa non accadeva minimamente. Ne segue una caduta generale delle ambizioni, dell’importanza nell’ambito europeo. Firenze non fa più gola ai giocatori importanti, sono lontani i tempi in cui Mario Gomez veniva omaggiato da 25.000 spettatori al “Franchi”, un avvenimento che forse non si ripeterà per un bel po’.

Ma facciamo un passo indietro. Un anno fa un ragazzo promettente di nome Federico Bernardeschi giurava eterno amore alla Fiorentina e sembrava riluttante all’idea di poter approdare alla Juventus. E poi? Miglior acquisto del mercato bianconero insieme a Douglas Costa. 40 milioni di € più il 10% di clausola legata ad una probabile futura cessione del calciatore (5 milioni che andrebbero nelle casse viola). Non una cifra impossibile, viste le valutazioni che le società fanno oggi dei propri gioielli. Probabilmente il progetto Fiorentina è stato scartato dal giocatore e la società ha ritenuto opportuno non trattenerlo. Giochi di mercato, di potere, di richiesta e di offerta alle quali davvero non si può resistere? Caso analogo per Matias Vecino, cresciuto e diventato perno del centrocampo, poi ceduto per 24 milioni all’Inter. Per non parlare di un talento puro come Stefan Savic, svenduto all’Atletico Madrid per 10 milioni di € più la contropartita Mario Suarez, rivelatosi un vero e proprio flop. Paulo Sousa, appena arrivato, si infuriò alla notizia della cessione del montenegrino.La domanda nasce spontanea… E’ così che si valorizzano i giocatori? Facendoli crescere per poi venderli al miglior offerente? Ai posteri l’ardua sentenza…

Visti i precedenti, dunque, cosa avrà in serbo il destino per Federico Chiesa, ricercato da tutte le big d’Italia e da mezza Europa? I titoli di questi ultimi giorni vedono la Juventus favorita per il suo cartellino, viene naturale pensare che il 25 viola lascerà Firenze, se non quest’anno, il prossimo. E allora a che serve parlare di progetto “Stadio” se poi la Fiorentina non si può permettere di lottare per un posto nel calcio che conta? Dove è finita la società che in passato rifiutava la golosissima offerta di 30 milioni di € (all’epoca una cifra esorbitante) per Luca Toni da parte dell’Inter di Moratti nel gennaio 2006? Oppure vogliamo parlare dei 20 milioni per Adrian Mutu offerti dalla Roma nel 2007? La risposta è semplice: c’era un progetto, c’era la voglia di competere, vincere e convincere, e i risultati arrivarono: Champions League per due anni di fila, con un girone vinto da capolista, con vittoria ad Anfield contro il Liverpool.

Perché oggi non si possono trattenere dei giocatori così determinanti e renderli partecipi di un obiettivo comune, che sia un particolare piazzamento in campionato o un trofeo. Tutto ciò a Firenze non accade da un pezzo. Dov’è finito l’entusiasmo di una Società che ha portato più volte una piccola città in Europa? Per ora non si vede e non si sente, in futuro chissà!

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