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Calcio e diritti tv, ecco la possibile svolta nella ripartizione degli introiti (FOTO)

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si occupa del possibile cambiamento epocale per la ripartizione dei diritti televisivi, a partire dalla prossima stagione, con la proposta di legge del ministro Lotti. Il cambiamento più importante riguarda l’introduzione del 20% riservato al “radicamento sociale”, oggi “bacini di utenza”, tra le 20 squadre di Serie A. Questa percentuale sarebbe determinata, recita il terzo comma dell’articolo 1 del pacchetto di disposizioni da inserire nella legge di bilancio 2018 – “sulla base del pubblico di riferimento di ciascuna squadra, tenendo principalmente in considerazione il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre campionati”.

Eliminando i bacini e utilizzando solo i dati del botteghino  seppure per una quota dei ricavi totali inferiore (si scenderebbe dal 30 al 20%), di colpo si ridurrebbe il divario tra le grandi e le piccole. Per un club come, ad esempio, l’Atalanta, cui oggi spetta l’1,49% della quota riservata ai bacini di utenza, la percentuale aumenterebbe a poco meno del 4% sulla base delle circa ventimila presenze allo stadio che fanno registrare i nerazzurri di Gasperini. Mentre la percentuale spettante alla Juventus crollerebbe a meno del 9%. Per portare un altro esempio, Roma e Napoli, che per risultati e affluenza da qualche stagione vanno praticamente a braccetto, continuerebbero a guadagnare più di Fiorentina e Torino, ma non i circa venti milioni di oggi. La riforma del ministro dello Sport Lotti deve però avere prima l’ok del Parlamento.

Cambiamenti riguarderebbero anche la divisione in parti uguali, che passerebbe dal 40% al 50%. Resterebbe invariata la quota riservata ai risultati sportivi (30%), ma cambierebbe il peso delle voci che la determinano: il 15% sulla base dei risultati e della classifica dell’ultimo campionato (oggi è il 5), il 10% dell’ultimo quinquennio (è il 15), il 5% per i risultati nazionali e internazionali conseguiti dal 1946 (oggi è il 10). Anche qui, meno storia e più attualità, quindi meno soldi per le grandi piazze.

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