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Cacciato Montella, entro giovedì il nuovo allenatore

FINE dei giochi, fine dei sorrisini appuntiti e dei messaggi via comunicato o via mondi pubblici paralleli, come quello di una geniale intervista non autorizzata nel giorno annunciato della decisione. Complimenti per la scelta di tempo, un po’ anche per i toni. Montella diventerà un bravissimo allenatore, ma in termini di comunicazione ha scelto la strada più ingenua. Scrive Angelo Giorgetti su La Nazione.
Lui, sempre così attento ai dettagli, è scivolato (anche) sulla sovraesposizione nel momento delicato dell’ultimo confronto. Lui, sempre così attento ai dettagli, ha nominato il manager di Cuadrado per gestire i rapporti in prima battuta. Mossa strategica discutibile, agli occhi della società, che l’ha interpretata come ulteriore volontà di mantenere le distanze.
Entro giovedì (giorno del Cda) sarà nominato il successore sulla panchina viola: Paulo Sousa, allenatore portoghese del Basilea, ha un’incollatura di vantaggio su Ventura e Donadoni. Il primo ha il profilo che più piace alla Fiorentina, l’incognita è la limitata conoscenza del calcio italiano (anche se ha frequentato il campionato come calciatore nella Juve con Lippi allenatore).
Paulo Sousa è dunque il più vicino alla Fiorentina, fra oggi e domani dovrebbero essere presi i contratti decisivi per portare a Firenze l’allenatore portoghese (attualmente al Basilea) ai viola fino al 2018. Ma occhio anche a Ventura e Donadoni, che saranno avvicinati con maggiore decisione da oggi.
Ma fa notizia il modo in cui è stato cacciato Montella, perché proprio di questo (considerati i toni durissimi del comunicato) si tratta dopo tre anni di convivenza spesso chic e nonostante un contratto che lega l’allenatore ai viola fino al 2017.

UNA MOSSA che dividerà Firenze, ma a pochi è sfuggito negli ultimi tre giorni l’atteggiamento border line di Montella, che da giovedì non ha perso occasione per riaffermare la propria posizione in pubblico, declinando i dubbi privati in mosse pubbliche che evidentemente non sono piaciute alla proprietà.

DURA la posizione della Fiorentina sulla clausola che Montella ha liberamente firmato senza avere un fucile alle spalle, eppure ha chiesto con determinazione di eliminare: è stato come mettere in piazza la volontà di crearsi una via d’uscita per trovare un’altra sistemazione, magari non subito, ma il prossimo anno.
Delusione massima, non solo da parte della società ma anche di chi ha cercato di mettere in luce i tantissimi lati positivi del lavoro di Montella a Firenze: record di punti con i Della Valle, record di vittorie esterne, tre quarti posti consecutivi, un bel gioco visto a tratti, una squadra con un’identità precisa. Ma anche un ego fuori dalla norma. La Fiorentina ha fatto riferimento a concetti chiari: mancanza di rispetto, ambiguità, assenza del rapporto fiduciario.
Montella percepirà un buono stipendio per i prossimi due anni (circa 1,5 milioni netti a stagione) e avrà la possibilità di studiare calcio all’estero. Avrà anche la possibilità di imparare qualcosa a proposito dei rapporti personali. E magari diventerà un allenatore bravissimo, come ritiene di essere da tempo.

 

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