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BUON COMPLEANNO CAPITANO, Vigorelli: “Prima della Roma, ricordo che lo Spartak Mosca era vicinissimo ad acquistarlo, partì per fare le visite ma…”

Oggi, lunedì 7 gennaio, Davide avrebbe compiuto compiuto 32 anni. Nel giorno del suo compleanno, la redazione di FiorentinaUno.com, ha deciso di fargli un piccolo regalo, un pensiero rivolto a tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Così, attraverso la storia delle 7 maglie che ha vissuto nella sua carriera, grazie alle parole esclusive di 8 protagonisti che lo hanno accompagnato lungo questo viaggio, abbiamo cercato di svelare quel ragazzo dal sorriso solare, con il 13 stampato sulle spalle, entrato da sempre nel cuore di tutti.

Per leggere l’intero speciale e vedere tutte le foto inedite:

SPECIALE ASTORI – BUON COMPLEANNO CAPITANO!

Ecco di seguito le foto inedite e l‘intervista esclusiva alla persona che, sin dalle giovanili del Milan, lo ha accompagnato lungo tutto il suo percorso professionale curandone la procura. Ecco le parole di Claudio Vigorelli:

Lei è stato una guida per Davide, lo ha accompagnato durante tutto il suo percorso sin dalle giovanili del Milan… 

“Un ragazzo d’oro, con dei valori che fatichi a trovare nei calciatori, quegli stessi valori che riteneva di fondamentale importanza nella sua vita. Aveva delle radici forti, in primis con la sua famiglia”. 

Come è iniziata la vostra procura con Astori, quali sono stati i primi contatti con lui e la sua famiglia? 

“Io e la mia agenzia lo seguivamo sin dai tempi delle giovanili del Milan, poi mi fu presentato dal padre di Lambrughi. Da quel momento in poi è iniziato un cammino professionale che, passando per la Lega Pro, quindi Cagliari e Roma, ci ha portato fino a Firenze. Tra i suoi passaggi fondamentali, grazie anche al lavoro dei miei collaboratori, c’è sicuramente Cagliari ed il rapporto con il presidente Cellino, che ha creduto sempre in lui e lo considerava come un figlio, vista anche la tenera età. Ma anche lo stesso Giulini, attuale presidente dei sardi, provò le stesse emozioni e capii che il passaggio alla Fiorentina per Davide era un passo fondamentale per la sua carriera”. 

Lungo questo cammino ci sono stati sicuramente contatti con altre società… 

“Per farvi capire che persona era Davide, ricordo che prima di andare in prestito alla Roma, avevamo quasi chiuso per il suo trasferimento definitivo alla Lazio. Quando però bussò alla nostra porta la Roma, Davide fu affascinato dall’idea di giocare in Champions League, ma allo stesso tempo si preoccupò molto di non mettere in cattiva luce il nostro operato agli occhi della società biancoceleste. Di solito i giocatori non si preoccupano di mettere in difficoltà la propria agenzia mentre Astori era pensieroso a riguardo, nel rispetto del nostro lavoro. Non so se la Roma fu la scelta migliore, dato che alla fine non venne riscattato, menomale che non fu così perché poi arrivò alla Fiorentina. Sono dell’idea che certe cose non succedono per caso. Prima del passaggio alla Roma, ricordo che lo Spartak Mosca era davvero vicino ad acquistarlo dal Cagliari, Cellino non era convinto perché non avrebbe voluto privarsene, ma i soldi in palio erano molti. Lo stesso Astori era convinto solo in parte, ma la proposta economica era davvero allettante. Partì per fare le visite ma poi non le sostenne neanche, la sua volontà era un’altra”. 

Come si è svolta la trattativa che lo ha portato a Firenze? Ha accettato subito la proposta o c’erano altre squadre interessate? 

“Anche in quel caso non fu un trasferimento facile, c’erano altre squadre interessate, fra tutte il Napoli con Sarri che lo avrebbe voluto a tutti i costi ma i diritti d’immagine rallentarono l’acquisto. Poi arrivò Daniele Pradè, convintissimo dell’operazione, e fu così che la trattativa andò in porto con i viola”. 

La prima rete in Serie A fu proprio contro la Fiorentina, l’esordio con la Roma contro i viola…Insomma un destino scritto che sarebbe potuto durare a lungo…  

“Per la Fiorentina stava diventando un simbolo, il Capitano, quindi sono certo che sarebbe finita così”. 

Quale era il sogno di Davide da ragazzino?  

“Il pensiero ricorrente è sempre stato quello di tornare un giorno dove era cresciuto calcisticamente. Ci fu un momento, data la comproprietà con il Cagliari, che il Milan sembrava ad un passo, poi le cose andarono diversamente. Non nego che nella testa di Davide ci sia stato anche il desiderio di giocare in Premier League, infatti siamo stati molto vicini al Southampton quando ancora era a Cagliari”. 

Come viveva a Firenze? E come Firenze viveva con Davide? 

“Era in simbiosi totale con l’ambiente, con la città e con la gente. Ormai era entrato in quella famiglia. Poi arrivò la fascia da capitano e questo testimonia il fatto che avevano trovato in lui una guida, un esempio”.

Un ricordo? 

“In ogni momento, in quelli belli e in quelli meno, mi riferisco anche all’infortunio che ebbe a Cagliari, riusciva a mantenere un equilibrio nel gestire le cose con serenità. Non si abbatteva mai e al tempo stesso non si esaltava mai. Era bello vedere in lui questo e vederglielo trasmettere con la sua solarità”.

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