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BUON COMPLEANNO CAPITANO, G. Graziani: “La cosa bella di lui era questo grande sorriso. Testa sulle spalle e una splendida famiglia”

Oggi, lunedì 7 gennaio, Davide avrebbe compiuto compiuto 32 anni. Nel giorno del suo compleanno, la redazione di FiorentinaUno.com, ha deciso di fargli un piccolo regalo, un pensiero rivolto a tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Così, attraverso la storia delle 7 maglie che ha vissuto nella sua carriera, grazie alle parole esclusive di 8 protagonisti che lo hanno accompagnato lungo questo viaggio, abbiamo cercato di svelare quel ragazzo dal sorriso solare, con il 13 stampato sulle spalle, entrato da sempre nel cuore di tutti.

Per leggere l’intero speciale e vedere tutte le foto inedite:

SPECIALE ASTORI – BUON COMPLEANNO CAPITANO!

Ecco di seguito le foto inedite e l‘intervista esclusiva al figlio d’arte dell’ex attaccante viola “Ciccio” Graziani, nonché grande amico di Davide e compagno di squadra ai tempi della Cremonese sotto la guida di Emiliano Mondonico. Ecco le parole di Gabriele Graziani:

Lei ha giocato una stagione alla Cremonese insieme all’Eterno Capitano, Davide Astori, che ricordo ha di lui? 

“La cosa bella di lui era questo grande sorriso e questa professionalità. Testa sulle spalle già a quell’età e una splendida famiglia che lo seguiva. Un ragazzo speciale che, al di là delle grandi qualità tecniche, aveva già questa grande maturità difficile da trovare nei suoi coetanei. Capisco la meraviglia di chi non lo conosceva per questo grande clamore nella sua mancanza mentre io che l’ho vissuto lo capisco benissimo”. 

Che rapporto ha avuto con Davide nel periodo della Cremonese? 

“Ero legato sia a Davide che a Sirigu, loro all’inizio con Mondonico trovavano un po’ di difficoltà a giocare, nonostante le evidenti qualità. Io, essendo un po’ più grande, gli dicevo sempre che avrebbero avuto le loro chance e che le avrebbero sfruttate. E così fu. Arrivò il momento di Davide e poi giocò tutto l’anno”. 

Com’era in allenamento giocare contro Davide? 

“Aveva questo tempismo sull’anticipo che per un attaccante era molto fastidioso. Io preferivo difensori più grossi che però ti davano la possibilità di giocare. Il suo tempismo, la sua esplosività, il suo modo di giocare erano per l’attaccante un problema.  Alla Cremonese giocava già centrale, in emergenza faceva anche il terzino,  ma il suo ruolo era centrale. Aveva preso il posto di gente importante, c’erano Viali e Bacis, due ex viola, ma c’erano anche Colucci e Zauli e quella per noi fu una grande stagione, perdemmo  in finale play off contro il Cittadella”. 

Ha un ricordo di Davide in quegli anni? 

“Ci incontrammo ad una Cena di Natale, era un po’ abbattuto, diverso dal solito. Aveva giocato un paio di partite molto bene ma poi era stato messo in panchina. Io ho provato a consolarlo dicendogli che doveva star tranquillo, avrebbe avuto altre chance e sarebbe diventato titolare. Ricordo che gli strappai un sorriso e fui di buon auspicio… da quel momento giocò quasi sempre e bene. Al termine della stagione venne a ringraziarmi e mi stupì molto”. 

Ricorda perché era legato alla maglia numero tredici? 

“All’epoca non portava ancora il tredici, in Lega Pro c’era ancora una numerazione variabile. Quindi ricordo che alla Cremonese aveva quasi sempre il cinque”. 

Lo ha più incontrato dopo l’esperienza in Lega Pro? 

“Ho avuto la fortuna di rincontrarlo dopo anni, quando era in Nazionale, poi a Firenze, e ho ritrovato la stessa persona che avevo lasciato. Grande umiltà. E questo lo rendeva ancor più grande, aveva sempre una parola di conforto e di aiuto per ognuno”.  

Che ne pensa dell’amore che Firenze ha saputo regalare a Davide? 

“Quella mattina mia mamma mi ha chiamato per dirmi della tragedia… sono stati giorni e notti complicate, facevo fatica a prendere sonno. Una giovane vita spezzata, ma non solo, era Davide. Una grande perdita, come calciatore, come uomo, come amico ma soprattutto come esempio. Firenze in queste cose è straordinaria, hanno sempre dimostrato una grandezza unica e credo che questa storia non sarà mai dimenticata dai fiorentini”.

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