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BUON COMPLEANNO CAPITANO, Balzaretti: “Lui era così, un pò come Firenze…un artista fuori dai canoni…”

Oggi, lunedì 7 gennaio, Davide avrebbe compiuto compiuto 32 anni. Nel giorno del suo compleanno, la redazione di FiorentinaUno.com, ha deciso di fargli un piccolo regalo, un pensiero rivolto a tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Così, attraverso la storia delle 7 maglie che ha vissuto nella sua carriera, grazie alle parole esclusive di 8 protagonisti che lo hanno accompagnato lungo questo viaggio, abbiamo cercato di svelare quel ragazzo dal sorriso solare, con il 13 stampato sulle spalle, entrato da sempre nel cuore di tutti.

Per leggere l’intero speciale e vedere tutte le foto inedite:

SPECIALE ASTORI – BUON COMPLEANNO CAPITANO!

Ecco di seguito l‘intervista esclusiva ad un altro ex-compagno ai tempi della Roma nonché della Nazionale Italiana, Federico Balzaretti:

Davide è arrivato a Roma nell’estate del 2014… lei in quella stagione ha avuto diversi problemi fisici, nonostante ciò, ha dei ricordi di Davide in quell’annata? 

“Il rapporto con Davide nasce già prima della sua esperienza a Roma. Insieme abbiamo fatto un bel percorso in Nazionale. Ricordo l’estate del suo arrivo in giallorosso, è stata particolare per lui, stava uscendo da Cagliari e tutti noi che, già lo conoscevamo, eravamo molto contenti. Purtroppo, a Roma me lo sono goduto poco, sono stato con la squadra solo gli ultimi tre mesi, però, l’ultima partita della mia carriera l’abbiamo giocata fianco a fianco”. 

Davanti a lui c’erano difensori molto forti come Manolas, Yanga Mbiwa, Castan… ma nonostante ciò ha giocato 31  partite con la maglia giallorossa di cui 2 in Champions League… Che difensore era Davide?

“Davide era sicuramente un giocatore molto intelligente in campo, aveva grandissima lettura e grandissima leadership. Usciva sempre bene palla al piede dalla difesa per le sue ottime doti, rischiava la giocata perché tecnicamente era molto valido. In ogni squadra in cui è andato è stato una guida ma era il suo carattere l’arma in più… era un esempio per tutti, un capitano con il suo sorriso”.  

Ricorda il suo stato d’animo nell’esordio in Champions League contro il CSKA Mosca? Oppure è più vivido quello in Nazionale? 

“Purtroppo, più dell’esordio in Champions ricordo quello in Nazionale, a Roma l’ho vissuto meno, ero con la squadra ma non andavo in panchina per il mio infortunio. Ricordo bene l’esordio in Ucraina con la maglia azzurra… eravamo tutti contenti per lui. Era un gruppo splendido e ricordo sempre quegli anni come momenti intensi e indimenticabili”.

Lo ha più rivisto o risentito dopo l’esperienza a Roma?

“Certo. Noi avevamo un rapporto che andava avanti al di là del calcio proprio per le nostre affinità caratteriali. Ci siamo sempre trovati bene anche fuori dal campo. Era sempre presente, ricordo quando facevo delle feste per i miei bimbi lui veniva sempre con piacere… era molto carino in questo e non si tirava mai indietro quando potevamo stare insieme”.

Lei ha avuto modo di conoscere, anche se per poco tempo, la piazza di Firenze… cosa ne pensa di come la città si è unita intorno alla famiglia e alla squadra in questa assurda tragedia? 

“E’ stato semplicemente stupendo. Io lo sentivo spesso e lui era innamorato della città. Mi chiese consigli quando c’è stata la possibilità di andare a Firenze ed io sapevo che lì poteva trovarsi bene… lui era così, un po’ come la città, un artista, era fuori dai canoni del calciatore stereotipato, aveva altre passioni oltre al calcio, su tutte quella per l’arte. Poi Firenze è una città con tanti stranieri, molto aperta, e quindi ero sicuro che fosse la scelta giusta. Questo legame era forte da entrambe le parti e quello che ha fatto Firenze dopo è stato magnifico… non è facile partecipare in un momento così ma la città ha dato grande sostegno. I fiorentini si sono dimostrati straordinari… come sempre e, ancora tutt’oggi, gli continuano a rendere l’omaggio che merita”.

 

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