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BENASSI, Il Capocannoniere specchio dell’inconcludènza Viola

Partenza con il botto, un avvio di stagione capace di stupire tutti compreso se stesso. Marco Benassi è favola di una storia viola in cerca di lieto fine. Quella del centrocampista ex Toro ed Inter racconta di una crescita costante fermata sul piede della definitiva consacrazione, la medesima consacrazione che la squadra di Pioli vede passare dai punti conquistati in trasferta e dalla vena realizzativa dei suoi attaccanti. Trama avvicendevole per due protagonisti distinti.

Dopo l’esordio in massima serie con l’Inter (6 presenze e zero reti), Benassi ha intrapreso la sua personale scalata verso il successo a suon di buone prestazioni e reti. Terminata la parentesi livornese (2 gol in 20 partite), la mezz’ala ha subito aumentato il suo rendimento con la maglia granata, siglando 3 reti a campionato nelle due successive stagioni. Score subito dopo abbattuto con i 5 gol messi a segno nelle 28 presenze dell’ultima avventura targata Torino. Reti che portano fiducia, reti che portano a Firenze. Una piazza importante ed esigente, ma l’aria che tira in riva all’Arno non sembra destabilizzare il ragazzo di Modena, che nel primo anno a tinte viola riconferma il suo massimo bottino in Serie A. Numeri che certificano la crescita e la maturità di un giovane dalle belle speranze che appariva tuttavia discontinuo agli occhi di molti. Ma Benassi si fa scudo ancora una volta con i numeri: seconda stagione in viola, appena 180′ e 3 reti. Da bomber e capocannonieri della Serie A fa ricredere tutti. Mai un avvio così in carriera, mai una rete prima della 7° giornata, ed eccone 3 nelle prime due gare. Una stagione davanti per realizzare almeno gli stessi gol e superare il proprio record personale, tutto sembra far presagire il preludio di un’annata da incorniciare, invece, calma piatta. Nelle sei gare successive Benassi sembra quasi un altro giocatore, le incursioni vengono meno e la porta, che fino a pochi giorni prima sembrava trovare anche ad occhi chiusi, appare stregata. Eclatante l’errore contro la Lazio a tu per tu con Strakosha, eclatante il calo psico-fisico che sembra avvolgerlo e placare la sua escalation. A confermare i presagi ci pensa il ct Roberto Mancini, escludendo Marco dalla lista dei convocati azzurri.

Delle 21 reti realizzate in Serie A, Benassi ne ha siglate 13 tra le mura casalinghe, dato che testimonia una tendenza al goal formato casa. Se prendiamo invece in considerazione soltanto la Fiorentina, la somma è paritetica con 4 centri per parte. Identitica, quasi come lo è la storia di Benassi e della sua Fiorentina, di cui Marco continua ad essere il capocannoniere. Se fossimo ancora alla terza di campionato tutto ciò non sarebbe un problema, ma il dato, ora, deve far riflettere eccome. Serve un cambio di marcia, serve maggior concretezza, e se richiedere questo solo ad una mezz’ala appare ingiusto, la speranza è che l’intero reparto offensivo invera rotta, spodestando Benassi dal ruolo di capocannoniere, ma contribuendo insieme alle reti che arriveranno dai suoi piedi a dare una svolta definitiva a questa Fiorentina. Squadra specchio di un centrocampista che il gol lo ha sempre avuto nel sangue, ma che adesso stenta a ritrovare la sua completezza.

 

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