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BARONE BIS: “Abbiamo 27 giocatori e un settore giovanile, non solo Chiesa e Castrovilli”

Qual è il calciatore che le piacerebbe portare a Firenze?
“Mi metti in difficoltà (ride, ndr). Crescendo a New York dove si vede tanto calcio in ogni parte del mondo a me è rimasta dentro la Nazionale italiana e brasiliana dell’82. Al momento ho un giocatore in particolare, ma stiamo cercando un modo di portarlo a Firenze e quindi non si può dire”.

Come è stato il primo giorno di riunione in Lega?
“Si è trattato di un momento particolare, non posso andare sui dettagli. Sono stato accolto abbastanza bene, ringrazio Commisso, il 6 di giugno è un anno che siamo qui… Si parlava di diritti tv, in Assemblea ci furono tante chiacchiere, tante discussioni, avevo letto i verbali del passato con i nostri consulenti e con la Fiorentina stessa non è che sono arrivato lì senza sapere cosa stesse succedendo. Bisognava capire un po’ di cose, la Fiorentina era messa nel mezzo per capire il concetto di business della Lgea, ma io devo ringraziare tutti i proprietari perché da loro ho imparato tanto. Mi auguro di trasmettere all’interno della Lega qualcosa di innovativo”.

C’è qualcosa che ha imparato dalla Lega e qualcosa che vorrebbe insegnare?
“Ho imparato come funziona il calcio italiano, il lato degli interessi della squadra individuale che poi devi mettere dentro i 20 club per prendere una decisione univoca. Noi come Fiorentina cerchiamo di passare il messaggio di essere uniti perché il calcio italiano è visto in modo particolare in tutto il mondo con i nostri tifosi che trasmettono la passione. Questo fa tutto parte di trasmettere il calcio in tutto il mondo. La cultura dobbiamo esportarla fuori dall’Italia”.

Sembrerebbe che la Serie A possa essere ancora un prodotto attraente per investitori stranieri.
“Direi di sì. Rocco non è straniero però diciamo che ci sono dei proprietari che hanno fatto il loro business all’estero e sono rientrati nel calcio italiano e poi c’è un’altra componente che è molto importante ovvero i social media. Ho letto che ci sono dei fondi americani interessati al calcio italiano ed è importante perché fa vedere che il nostro calcio è in crescita. Poi c’è tutta l’altra parte ovvero se sia un bene o no, vedremo in consiglio”.

In Lega c’è davvero unanimità sulla ripartenza?
“Abbiamo tutti parlato e nel comunicato siamo stati chiari. Siamo una Lega di calcio, una società di calcio ed è chiaro che vogliamo ripartire. Stiamo aspettando il protocollo, ma è chiaro che se ci presentiamo il 18 senza sapere quando si inizierà il campionato… Vogliamo sapere le regole da seguire e come andare avanti per farlo sapere ai nostri atleti perché i calciatori leggono, sentono gli amici… I calciatori hanno, come i tifosi, degli alti e dei bassi. Abbiamo perso tante persone in tutto il mondo, la salute è al primo posto e serve più chiarezza”.

Le nuove positività vi hanno costretto a particolari procedure?
“Dalle 6 positività siamo scesi a 5 perché uno dello staff è risultato negativo. Due dei giocatori sono negativi nel primo tampone ora aspettiamo domani per il prossimo domani. Rispettiamo la privacy di tutti, ma è importante capire perché noi dobbiamo aspettare un’ulteriore settimana dopo il 18 per capire se inizierà il campionato. I club vogliono giocare, ma è chiaro che le regole devono essere giuste”.

L’idea di giocare in campi neutri è intelligenti?
“Noi rispettiamo sempre il sistema, questa è una domanda molto indirizzata a Gravina. Vogliamo essere sicuri che i nostri atleti, gli allenatori, i tesserati, gli arbitri e tutti quanti siano sicuri ed a quel punto siamo disponibili ad ascoltare la FIGC. Mi auguro che domani in Lega si abbia più chiarezza”.

Chi è il più simpatico in Lega?
“Ce ne sono tanti. Ogni giorno parlo con tutti, ho imparato tanto. La persona che trasmette tanta passione per il calcio italiano e che lavora abbastanza bene, convinto è Claudio Lotito, ma siamo tutti legati per il bene del calcio italiano”.

In questi 10 anni scudetto è una parola proibita?
“I giocatori vanno in campo, ma vogliamo fare una squadra molto competitiva. Tutti noi vogliamo vincere, abbiamo fatto a gennaio un mercato, stiamo lavorando per il prossimo campionato e fare una squadra molto competitiva per i giocatori che vogliono rimanere qui e giocare per la Fiorentina e per questa città”.

Secondo lei rimarranno ai viola Chiesa e Castrovilli?
“Abbiamo 27 giocatori, un settore giovanile e non solo Gaetano e Federico. Anche Sottil è un talento emergente. Chiesa è un giocatore della Fiorentina, ci sono squadre che stanno bussando, altre che parlano inglese… Vediamo, al momento, dobbiamo finire il campionato e lui è molto concentrato a fare bene per noi. Castrovilli deve dare ancora tanto a noi ed al calcio italiano, ma lui rimarrà a Firenze”.

E’ diventato diplomatico.
“Rocco è fortunato. Il 30 maggio 1983 i New Cosmos affrontarono la Fiorentina di Antognoni, Passarella, Pecci, Galli… Noi vincemmo 4-1 ed avevamo tanti campioni, ma segnò Antognoni per i viola. Siamo fortunati ad avere due società del genere”.

Che percentuale dà al campionato di ripartire?
“Siamo fiduciosi. Non conosco Spadafora, rispetto il suo lavoro”.

TMW riporta l’intervista che Joe Barone ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport tramite una diretta Instagram.

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