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Badelj e Vecino, che coppia! Grazie a loro Pizarro è solo un ricordo

Ci sono cose che non ti aspetti. E giocatori che non ti immagini. Sta anche lì il gran lavoro fatto da Sousa, che in questi mesi ha cercato di dare un senso pratico e compiuto alle idee che gli girano per la testa. Un lavoro tecnico, ma anche psicologico. Giocatori da rigenerare, ma anche da rimotivare. Come Vecino e Badelj, che partita dopo partita hanno cambiato il peso del centrocampo.
Una rivincita, ma sì, Vecino e Badelj sono anche questo. «Milan è stato maltrattato dai media e sottovalutato, però in Italia ci sono pochi giocatori come lui» ha detto il procuratore di Badelj, Vlado Borozan. In effetti i primi mesi di Fiorentina non sono stati un granché. Anzi, non sono stati per niente, al punto che Montella fu costretto a metterlo da parte. C’era Pizarro a quei tempi e il paragone era imbarazzante. Il povero Badelj era confuso e poco pratico, e poi lì in mezzo qualche alternativa c’era e lui all’inizio fece parecchia fatica a trovare spazio. Le cose andarono un po’ meglio da gennaio in poi, e tra alti e bassi portò in fondo la sua stagione. Quattro anni di contratto, scadenza 2018, e cinque milioni di investimento, che nelle logiche della Fiorentina non sono poche. Ci si aspettava tanto da lui, ma c’è voluto Sousa per tirargli fuori le sue qualità. Oggi Badelj (ha ragione Borozan) è uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato, ha qualità e senso pratico, gioca a testa alta. Pizarro è dimenticato. Per non parlare di Aquilani.
Poi c’è Vecino, l’altra metà della coppia. Anche lui una sorpresa. Sarri, che a Empoli lo ha fatto diventare un giocatore, lo voleva a Napoli. E lui ci sarebbe anche andato se Sousa non si fosse messo di mezzo. Vecino resta qui ha detto ai suoi dirigenti, che si sono visti sfumare un affare da undici milioni. Tanti soldi per un club come la Fiorentina, che però quest’anno si è affidata anima e corpo al suo allenatore. Così Vecino è rimasto e oggi, forse, di milioni ne vale anche di più. Il cammellone (così lo chiamavano a Empoli per le sue gambe lunghe) è uno che ci sa fare. Non si tira mai indietro, gioca in verticale, ama la profondità e gli piace calciare in porta. La Fiorentina lo ha pagato solo due milioni e mezzo, un affarone. E adesso non riesce a farne a meno. Il suo contratto scade nel 2017, quindi l’anno prossimo dovrà discutere il rinnovo. O essere ceduto, dipende dalla strategia della società. Intanto gestisce un sacco di palloni in mezzo al campo. Anche a Napoli, contro un centrocampo stellare, lui e Badelj hanno fatto un figurone. E dire che il colpo vero dell’estate viola era stato Mario Suarez, guarda caso un centrocampista. Di lui, però, ancora non ci sono tracce. Ma prima o poi Sousa riuscirà a rigenerarlo, scrive La Repubblica.
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