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ANCORA PASQUAL: “Un rammarico non aver vinto niente in viola. Quell’ultima partita..”

Manuel Pasqual è stato ospite per una lunga chiacchierata dei canali social della Fiorentina

“Felipe Melo? Ho un aneddoto…Gliene diceva di tutti i colori al magazziniere perché fumava. Tutti i giorno lo minacciava…un giorno lo ha preso di peso e lo ha buttato in piscina.  Da quel giorno fuma di meno. La scomparsa di Astori uno dei momenti più brutti della mia carriera. Una delle pagine più tristi della nostra storia. Il 23? Jordan era il simbolo del Basket..mi ha sempre affascinato. Quando sono venuto alla Fiorentina e facevamo la lista facevamo la lista dei numeri..io ero l’ultimo e aspettavo che lo prendessero, ma alla fine è toccato a me ed era ancora libero. Partire da – 19? Arrivammo quarti l’anno prima, poi scoppiò calciopoli. Fu difficile. Al ritiro arrivarono tutta una serie di notizie..cercavamo di capire. Fu difficile. L’inizio non fu dei migliori. A livello mentale fu una batosta. I senatori chiesero l’aiuto dei tifosi dopo una contestazione. C’era però la consapevolezza di essere un gruppo forte. La società arrivò in spogliatoio e mise la classifica reale…senza – 19. Siamo arrivati in Europa. Chi risento degli ex compagni? Rivedo e risento Dario (Dainelli ndr). Fa strano vederlo dirigente…ma ne ha le qualità. Può fare strada. Poi Jorgensen.. Poco tempo fa ho fatto una diretta con Seba (Frey ndr)…Terracciano è stato mio compagno all’Empoli. Ogni tanto sento Milan (Badelj ndr). La sconfitta contro il Bayern? Con il tempo ci passi sopra.. ma il fatto di avere buttato il passeggio del turno in quella maniera, non per causa nostra..ho fatto fatica a digerirlo. Li per li non te ne accorgi, ma quando poi rivedi quello che è successo ti innervosisci e non dormi tranquillo. I tanti assist fatti? Si deve allineare tutto. Non è facile fare un cross decente e crossare la palla. Quando ho scritto la lettera e ho fatto riferimento a chi mi criticava perché mettevo la palla bassa è perché i miei attaccanti volevano la palla così. Visto da fuori uno dice “alzala”, ma erano azioni provate. Le cene di Dainelli? Il capitano è anche fuori dal campo. Dario nei momenti di tranquillità portava tranquillità. Spesso le cene vengono viste come qualcosa di negativo..e invece servono per legare e ritrovare tranquillità. In quegli anni era un gruppo forte. Quando partecipi alle cene e su 30 ne partecipano 28 perché magari due stanno male sai che è un gruppo che arriverà lontano Il gruppo si vede anche da come esultano i compagni al gol. Il mio addio? Ogni tanto rivedo le immagini della partita contro il Palermo con la gente che è rimasta allo stadio per salutarmi. Ho la pelle d’oca come ti racconto. Non ho vinto nulla con la Fiorentina..ed è il mio più grande rammarico, ma ho avuto la cosa più bella. Essere entrato nel cuore della gente. Ho dato tanto e ricevuto tantissimo. Dalla gente e anche da chi lavorava con me. Ti resta dentro.”

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