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A Udine per divertire e divertirsi, cercando di oscurare tutto il resto almeno per 90’ minuti.

Il dibattito degli ultimi giorni nel mondo del calcio è sempre più incentrato sulla scelta presa nella serata di lunedì da parte della Lega di Serie A di giocare, nelle regioni in cui vige il divieto di manifestazione sportiva, le gare del prossimo turno di campionato a porte chiuse, il tutto dovuto all’emergenza che c’è attualmente in Italia legata alla diffusione del coronavirus.

Una decisone che ovviamente ha diviso l’opinione pubblica tra coloro che si sono trovati sin da subito favorevoli ed in accordo con la scelta dei massimi vertici del calcio italiano e coloro che invece hanno reputato la scelta di giocare senza spettatori troppo penalizzante nei confronti sia del tifo che delle società stesse. A mio modo di vedere, vista la situazione di estrema difficoltà ambientale che circonda il nostro paese, la precauzione presa dalla Lega la reputo corretta al fine di salvaguardare la salute pubblica, anche se, ovviamente tutto ciò priverà inevitabilmente il calcio della sua componente più essenziale, ossia, il tifo. Concentrandoci invece sulla Fiorentina, coinvolta in questa decisone, visto che anche i viola dovranno giocare a porte chiuse sabato pomeriggio contro l’Udinese, la prima cosa che mi viene in mente è da ricollegare al fatto che gli uomini di Iachini essendo impegnati in trasferta potranno trarre vantaggio dall’assenza del tifo della squadra di casa anche se ovviamente l’atmosfera che si creerà attorno al match sarà in un certo senso anche abbastanza surreale vista la rarità del provvedimento preso. I viola passando all’aspetto tecnico-tattico dovranno dimostrare alla Dacia Arena di poter riuscire a dare continuità all’atteggiamento coraggioso e spavaldo messo in mostra nei 20 minuti finali del match del Franchi contro il Milan. Per fare ciò il primo a cambiare la propria visone della squadra dovrà essere proprio mister Beppe Iachini. Il tecnico toscano nella prima parte di questa sua nuova esperienza a Firenze ha giustamente pensato a ridare certezze e solidità difensiva ad una squadra insicura e senza identità tattica cercando di tenerla sempre molto corta in campo e bassa come baricentro(anche troppo alle volte), ma adesso passata la “burrasca” e risollevata la classifica, che comunque non lascia ancora del tutto sereni, i tifosi stessi, vista la giovane età della rosa e la qualità offensiva presente, si aspettano di vedere una squadra più propositiva e propensa a creare gioco, rischiando anche alle volte di subire qualche occasione da gol in più ma con la consapevolezza di avere delle armi e delle trame di gioco per poter far male.

Sarà un lavoro non facile, ma se già dall’anno prossimo si vorrà tornare a competere per traguardi importanti è bene cominciare a dimostrare una crescita sin da questa ultima fase di campionato, a mister Iachini l’arduo compito di provare a cambiare.

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